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Diritto & Diletto - La Rubrica di Giuseppe Calò Kendo: la più nobile delle arti marziali PDF Stampa E-mail
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Scritto da C5umbria   


"Se vincerai avrai imparato qualcosa, se perderai avrai imparato qualcosa in più".
Per quelli che, come noi, sono abituati a discettare di sport in termini squisitamente competitivi, funzionali ad una diuturna "vittoria" (che consista nell'alzare un Trofeo ovvero infilare, in un modo o in un altro, una palla dentro ad una rete) il tema delle c.d. "arti marziali" appare, invero, un'oasi lontana. Area ove, alla attività fisica tout court si mescolano insegnamenti estranei agli sport popolari (quali filosofia della specifica arte, la storia, la cultura della medesima) suscettibili di profilare, almeno agli occhi del profano, un modello di educazione sociale utile all'allievo, da spendere, con sicurezza e semplicità, nella propria vita di tutti i giorni. Un percorso sportivo e relazionale che viene sempre più coltivato dai genitori a beneficio dei propri figli, anche nella speranza, io credo, possa surrogare le ben note "carenze educative" odierne tipiche delle istituzioni secolari, della scuola e degli sport tradizionali. In questa prospettiva, la conoscenza delle "nobili arti marziali" inizia oggi con Gianluca D'Amario, neo consigliere federale della Federazione Italiana Kendo, Istruttore e praticante della disciplina del Kendo da oltre venti anni, che ci aiuterà a conoscere questa antica, ma poco conosciuta, arte.
Gianluca D'Amario. In sintesi: cosa è il Kendo?
Il Kendo è la più nobile tra le arti marziali, poiché deriva dalle tecniche utilizzate dai famosi Samurai. Questa antica arte da combattimento, è una disciplina sviluppatasi in tutto l'oriente ed in modo particolare in Giappone, luogo d'origine del Kendo. Il suo scopo originario – il Kendo è chiamato anche scherma giapponese - così come per tutte le altre arti marziali, era il combattimento in guerra o per autodifesa. Ora, ovviamente, i fini di queste discipline, che hanno un larghissimo seguito di praticanti in tutto il mondo, hanno mutato direzione, e si sono trasformate da "Jitsu" (tecniche di lotta) in "Do" (la via o il cammino); intendendo questa Via come strada da percorrere per superare i propri limiti personali e raggiungere l'unione con le leggi naturali che regolano l'universo. Dunque la ricerca di un punto d'armonia con il proprio corpo e con il proprio spirito in perfetta sintonia con la realtà che ci circonda. Il Kendo, quindi, è un efficace mezzo per mantenerci in forma sia fisicamente che spiritualmente. Fisicamente perché nella sua pratica si usano entrambe le mani, le braccia e le gambe, conseguendo uno sviluppo completo e armonico di tutto il corpo. Spiritualmente perché richiede una profonda concentrazione, che aiuta a sviluppare una regola mentale e morale, conducendo il praticante a raggiungere un giusto equilibrio psicofisico. Come dicevano gli antichi maestri agli allievi che si accingevano ad un combattimento di Kendo: "Se vincerai avrai imparato qualcosa, se perderai avrai imparato qualcosa in più".
Un insegnamento paradigmatico, quello appena accennato. Oggi, però, nelle dinamiche sportive e sociali, prevale la cultura della emulazione di vizi e manie dei c.d. "v.i.p."; del massimo risultato con il minimo sforzo; dell'arroganza e della maleducazione quali elementi utili a soverchiare e, se possibile, umiliare l'avversario. Quale può essere il ruolo della disciplina in un contesto come quello rappresentato.

Consiglierebbe la sua pratica anche ai più giovani?
Il giovane è senza dubbio un allievo ricettivo per una tecnica gestuale come il Kendo, poiché non soggetto a rimanere vittima di inibizioni per quanto concerne i movimenti del suo corpo. L'insegnamento tenderà essenzialmente ad assicurare una buona educazione tecnica per quanto concerne la correttezza dei movimenti, senza per questo indulgere in esercizi troppo duri, sia fisicamente che psicologicamente. Si tratta in fin dei conti di far evolvere il giovane per gradi, sfruttandone la curiosità, l'entusiasmo, il desiderio di conoscere, proprio della sua età. Il Kendo permette di migliorare rapidamente il fisico e l'equilibrio psichico, di prendere coscienza che occorre la tecnica per migliorare queste cose, che in fondo non sono altro che norme fondamentali per la vita di tutti i giorni. Il Kendo può avere un'influenza positiva sulla crescita del giovane, dandogli forza, equilibrio, vigore e salute caratteristiche proprie di ogni attività sportiva. Lo terrà inoltre lontano dai pericoli spegnendone e limandone gradatamente la naturale aggressività. Tutto quello che gli sarà chiesto altro non sarà che essere disciplinato , pulito, ordinato, rispettoso di sé e degli altri, e di seguire le lezioni con entusiasmo e senza lamentarsi. Una volta intrapresa questa strada il giovane difficilmente torna indietro. Imparerà a tenere ordinata la sua divisa da allenamento e la sua attrezzatura per la pratica, e aiuterà il maestro a tenere pulita la palestra che diverrà così la sua seconda casa.
Sono colpito, personalmente, dal Suo accenno alla pulizia ed all'ordine personale dell'atleta. Quindi, se non vado errato, è una disciplina, il Kendo, che ben può interpolarsi con altre (magari più "popolari") poichè tende a valorizzare l'osservazione "del sè", a coltivare la propria "armonia individuale" nel contesto generale, basandosi su gesti semplici, tali da orientare l'allievo, con atteggiamento rigoroso, nel mondo che lo circonda. E mi sovviene una banalità calcistica: non sarà un caso se campioni come Ibrahimovic, professionisti integerrimi e scrupolosi, abbracciano con entusiasmo anche questo tipo di discipline.
No, effettivamente non è un caso. La sua considerazione è pertinente e da considerare anche nella prospettiva multidisciplinare verso cui indirizzare i ragazzi, sin da piccoli. Accanto a sport di gruppo o individuali, classici, quali il calcio, il rugby, il Tennis, i genitori dovrebbero valutare la possibilità di avvicinare i propri ragazzi anche a queste aree, capaci di offrire quel quid pluris, educativo e relazionale, originale e genuino che, con ogni probabilità, le prime non offrono.
In Umbria dove si può praticare questa disciplina?
Attualmente abbiamo un corso regolare di Kendo a Terni, presso la palestra della Musical Academy, in orari serali.